il Playboy Dei Poverelli |
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| tragicomica è la magia della danza della follia... | |
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Amo1. amare
2. Mr Ego, ossia il respiro dell'esistenza 3. gli infiniti mondi e dimensioni al di là di un sipario 4. l'Assurdo 5. la Terra se in convivenza pacifica con l'umano Odio1. odiare
2. Mr Ego, ossia il raffreddore dell'esistenza 3. la forza della debolezza 4. la nube di confusione della realtà 5. molte altre cose... ConcatenamentiColonna Dissonora... i capelli della dea dei ghiacci ...
AURORA
Caspar David Friedrich
L'Origine di quel Tutto... E il nostro Tutto per un momento si fermò..."EDIZIONE STRAORDINARIAAA!!! GESU' CRISTO IN TOUR!!! [...] Scusi... è questo il cimitero,... camposanto, dove vanno a fare la resurrezione del Lazzaro?" LA RESURREZIONE DI LAZZARO - di Dario Fo "Hej... c'è qualcuno? Hejiii... hej làaaa... c'è qualcuno?" (MA SE DAVVERO DOVESSIMO ESSERE) SEMPRE PRONTI - di Sergio de Maglio "Sorelle?... Ehi sorelle! O Santi del Paradiso! Vi devo dire una cosa che, che... Oddio nun gliela fo, nun gliela fo..." DECAMERON - di Stefano Rizzardi "Buonasera e benvenuti nella piccola cittadina di Spiecola!" NOUMA - di Serena Di Blasio "Ermia, amore mio! Perchè è così pallido il tuo viso? Come è possibile che una dolce rosa abbia perso così presto il suo colore?" DE PANE ET TOMACULO - di Filippo Pedrazzoli "La terrazza del caffè Francis, a piazza dell'Alma. [...] Segga, barone! Il cameriere ci servirà il nostro Porto speciale. Dobbiamo festeggiare questo giorno che promette d'essere storico!" LA PAZZA DI CHAILLOT - di Jean Giraudoux "Dov'è mio fratello?" IL BARBAGIANNI INCANTATO - dei RetroScenaLA DODICESIMA NOTTE o QUEL CHE I WILL - I AM SHAKESPEARE - di William Shakespeare "Avvicinatevi siore e siori che la compagnia teatrale dell'Oh sta per mettere in scena la storia del Barbagianni Incantato!"PERSONAggi- CAPO DELLA POLIZIA DI SPIECOLA: Finto Figo - LISANDRO: Ingenuo - PIERRE: Introverso - SIR ANDREW: Infantile - LEONARDO: Disperato | 11 Novembre 2010
Sovrapposizione di sequenzeLa ragazza aspetta La ragazza aspetta mi guarda mi guarda poi guarda altrove poi mi sorride aspetta si avvicina mi guarda mi bacia con imbarazzo con passione guarda l'orologio mi tolgo i pantaloni lancia uno sguardo annoiato facciamo sesso sbuffa raggiunge l'orgasmo si abbottona il cappotto indossiamo i vestiti del matrimonio arriva un ragazzo da sotto la sua gonna esce un neonato lui e lei si baciano lei mi bacia se ne vanno le sussurro resto solo. Ti amo. 06 Marzo 2010
La "Puttana Che Attende", l' "Uomo Delle Rose"
No.
Non insistere.
Ma che cosa dovrei farci con uno dei tuoi fiori?
Tutti?!? Ma tu sei matto! Guarda, apparte che non so nemmeno se ho così tanti soldi da spendere... L’unica cosa che potrei farci è lasciarli alla prossima persona che mi vorrà. Oppure potrei dare una rosa ad ognuno di loro, anche se dovrebbe essere il contrario... Diventerebbe il mio biglietto da visita! E figurati l’assurdità di inserire una cosa così... romantica, nella mia vita... Io non posso essere romantica, non voglio esserlo e nemmeno loro vogliono che lo sia! Quindi gira al largo!
Quelli come te non li ho mai sopportati! Ti rendi conto di cosa stai facendo? Elemosina con dei fiori! Vivi della loro bellezza! Certo, bisogna avere buona compagnia per trovare il coraggio... C’è chi ricerca la compassione con un cane dallo sguardo bastonato. E d’altronde il cane è il migliore amico dell’uomo... come il fiore è il migliore amico della donna. Oppure chi fa piangere un vecchio violino, fa borbottare con stanchi sospiri una fisarmonica, che serenate disperate... Il più delle volte, basta anche solo essere male accompagnati dalla miseria, che mendica con occhi vuoti e testa vergognosa.
Eh sì, ne vedo molti ogni giorno... Ma non ho mai avuto a che fare con nessuno. Insomma, siamo mondi diversi che dividono solo la stessa strada! Tu ti occupi dell’amore, io del sesso! Tu accompagni i primi baci, io le ultime sigarette. E in mezzo a noi c’è una strada molto trafficata.
Tu però l’hai attraversata, questa strada, e ora che ti vedo da vicino devo ammettere che non sembri come gli altri. Sei troppo silenzioso. E il tuo sguardo è tutt’altro che vuoto, ma di cosa è pieno? Non riesco proprio a ricordarmelo, so che mi verrà in mente...
Comunque non credere che sia la prima volta che ti vedo. Anche quando sembro immersa nella mia seduzione ho sempre il pieno controllo della situazione. Sei stato sul lato opposto della strada tutte le scorse giornate, e ho capito subito che era me che desideravi. Tu guardavi chi ti ignorava, ma i tuoi fiori guardavano me. E né tu né loro vi siete mai allontanati da quel marciapiede, e quando è iniziato quel tremendo diluvio loro si sono riparati sotto il tuo cappotto, mentre tu sei rimasto immobile, a farti annaffiare.
Ma come hai fatto a capire che sono una persona romantica? Certo, è un vizio che non do a vedere, almeno non più... Forse neanche lo sono mai stata davvero, ma avrei sempre voluto esserlo...
Ma sei muto? O forse ormai hai dimenticato come si parla con la bocca. D’altronde scommetto che non sei mai riuscito a parlare molto, non ne avevi nemmeno bisogno dato che la tua sempre identica domanda muta riceve costantemente la sempre identica risposta, anch’essa muta.
Ma come si dice... Ditelo coi fiori! E ora li voglio ascoltare, i tuoi fiori, prima che siano anche loro troppo stanchi per parlare. Certo, le rose alla fin fine dicono sempre la stessa cosa... Ma pensavo lo stesso di quelli come te.
Ehi, non sono tutte rose... C’è un minuscolo fiore in mezzo al mazzo, un timido sultano avvolto nel suo morbido giardino... Ora ricordo, è un fiore che da bambina conoscevo fin troppo bene, a cui raccontavo gli amori che sfrecciandomi accanto mi rendevano sempre più fredda... Si chiama Nontiscordardimé. Sembra quasi un poscritto alla tua lettera d’amore.
Non smettere mai di guardami negli occhi. Il mio corpo aveva dimenticato cosa si prova a fare entrare qualcuno dentro l’anima.
Per una volta entrambi faremo un’eccezione e ci doneremo quello che gli altri pagano per avere.
31 Dicembre 2009
I GRANDI CAPOLAVORI ANONIMI DELLA LETTERATURA CONTEMPORANEA"SIEMO CHI LEGGE"
Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio Capolavoro della letteratura di coscienza sociale ed emotivistica. La vera genialità dell’autore, la cui identità ci è ignota, consiste nei molteplici significati che egli volle trasmettere con tre semplici parole. Un'interpretazione letteralpopolareggiante può leggervi uno sberleffo beffardo alla lettura, ossia alla cultura accademica, evidentemente troppo chiusa in se stessa e conservatrice nei riguardi di un passato ormai perduto. Ma una visione più attenta dimostra che non può essere una coincidenza frutto d’ignoranza la scelta della parola strafalcionata SIEMO, al posto di un più consueto “scemo”. E’ davvero solo una satira sul corretto uso vocabolistico che la società impone? Si badi bene: la parola SIEMO può essere interpretata quale unione di due vocaboli dal senso compiuto: SI ed EMO. Se il primo è già stato riscontrato quale classico incipit di altri Capolavori Anonimi, nel caso in questione il suo significato è ben diverso. La particella è infatti seguita non da un verbo, che potrebbe ammettere un’interpretazione riflessiva o passivante, bensì da un sostantivo. Se in quelle tre lettere alcuni studiosi ritengono che l’Anonimo abbia voluto omaggiare la propria corrente di pensiero patetico, lacrimevole e tagliuzzante, il Sottoscrivente preferisce seguire una personale interpretazione alternativa. EMO puo’ essere difatti beninteso quale abbreviativo del termine EMOZIONE. Ed ecco che un illetterato insulto infantile diviene un inno al sentimento profondo e sincero: SI EMO, sì all’emotività! E questo grido disperato e sentito viene indirizzato ad un preciso destinatario. A CHI? Alla LEGGE, metonimia per intendere più in generale l’uomo al potere, il freddo padrone avido e calcolatore. Tre brevi parole che racchiudono al medesimo tempo una spinta innovatrice antiaccademica e quello che può essere considerato il Manifesto dell’Emotivismo: basta questa ricca pochezza ad elevare il suddetto graffitoscritto quale uno dei Grandi Capolavori Anonimi della Letteratura Contemporanea.
08 Dicembre 2009
(Troppo Mio)
*INSERIRE GETTONE* TU NON HAI UNA IDEA puntodidomanda TU AVEVI UNA IDEA MA HAI PERSO LA IDEA E NON TROVI PIU LA IDEA puntodidomanda TU HAI UNA IDEA NON MOLTO IDEA virgola MA TI MANCA LA IDEA DI COME IDEARE LA IDEA puntodidomanda :-( IO SONO LA SOLUZIONE AI TUOI PROBLEMI puntoesclamativo :-) ARTISTA IDEATORE (TM) ;-) LA MANCANZA DI UNA IDEA duepunti ECCO LA UNICA IDEA CHE IO NON HO puntoesclamativo X-D TU DIMMI UNA IDEA E IO TI DO UNA IDEA puntoesclamativo 8-O *INSERIRE GETTONE* CIAO AMICObarraA puntoesclamativo SEI TU PRONTObarraA AD AVERE UNA IDEA puntodidomanda ;-D IO SCRIVO puntopuntopunto EGO PARLO puntoesclamativo :-v VUOI TU SENTIRE PARLARE EGO virgola AMICObarraA puntodidomanda *INSERIRE GETTONE* ...esesesesacerbante! E’ l’unico lessema scrittibile per definicere la mia condizione propria di Ego me medesimo, caroLei! Ego, autore (per contazione altrui, benintesimo) di Idee capolavoro quali la sceneggiatura della microficzion impegnata “Il Cane nel Paniere” di Teolindo Bananaforti Giunior (vincitore del Premio al Miglior Oscar), il bestseller per ragazzi “Madama Brufolo e la Rivolta dei Sofficiotti” di J.K.L.M. Nopqrst (Tamarindo d’Oro al Casalpusterlengo Festival), e come non citaceggiare le tinte neopoststabilarretratizzanti de “Anarchico Che Mangia Le Ghiande” di Pier Parbleu de le Dejavu, oppure la melodiosa “Sfiorata e Fuga in Asia Minore” di Pietr Ilic Tbschprgkfmlxdnvjz! Ego, un’autenticata Anima Aulica d’Artista (seppurbene a gettoni) costretta all’interno di Io, un Zotichevole Zuzzurellonide Zebedeide corpo scrittoglotta, che si esprime senza una vaga parvenza definita di una consonantiva punteggiatura, con uno stampato calligrafico a poco dir esacerbante, e per di giunta intercalando odiosissimevoli Smiles Mocciosadolescenzienti... Ma soprattattamente banalisticamente privo di Idee! EGO SONO CATTIVO COME SEMPRE CON IO virgola UFFA punto :-C Orsuvvia, che le cianciarellate vengano bandite, e si giunga infin a caroLei.
CHE IDEA HAI TU puntodidomanda
1 chiusaparentesi LETTERARIA 2 chiusaparentesi PITTORICA 3 chiusaparentesi SCULTOREA 4 chiusaparentesi MUSICALE 5 chiusaparentesi ARCHITETTONICA 6 chiusaparentesi UNA ALTRA IDEA Suvviordunque, digiti caroLei la sua Ideadeadeadea... *INSERIRE GETTONE* ...deadeadeadea. BRAVO, AMICObarraA puntoevirgola CHE BELLA IDEA SCEGLIERE UNA IDEA LETTERARIA puntoesclamativo ;-]
Taceo, stolterrimo esacerbante!
IO ODIO EGO punto X-P Ordunque, caroLei optette per un’Idea letteraria, la mia spezialitate.
CHE IDEA DELLA IDEA HAI TU puntodidomanda
b l o Mi perdonizzi se Ego interrompo la caroSua digitazione, ma a quanto mi coglie di parvere caroLei desiderererererererere...
*INSERIRE GETTONE*
...rerererererererebbe un’Idea di blocco appunti. Alcunche’ di problematica ci si poneggia.
CHE IDEA DELLA IDEA DELLA IDEA HAI TU puntodidomanda 1 chiusaparentesi BLOCCO APPUNTI LICEALE 2 chiusaparentesi BLOCCO APPUNTI UNIVERSITARIO 3 chiusaparentesi BLOCCO APPUNTI LAVORATIVO 4 chiusaparentesi ALTRA IDEA DELLA IDEA DELLA IDEA
i n d i e t r o HAI DI GIA’ CAMBIATO LA IDEA DELLA IDEA virgola AMICObarraA puntodidomanda :-| In tale casistica, Ego pongo in perdono la caroSua esacerbante desecrazione tralignata e caroLe consento un altra selezione di idea d'Idea, caroaroaroaro...
*INSERIRE GETTONE* ...aroaroaroaroLei. CHE IDEA DELLA IDEA HAI TU puntodidomanda b l o g *ERRORE* $-S Turpilegio! *ERRORE* %-P Blasferetico! *ERRORE* X-@ caroLei non e’ conscio dell’Errore commettuto??? AAAAAAA IO MI SENTO SENZA LA IDEA MI SENTO VUOTO MI SENTO SENZA EGO puntoesclamativopuntoesclamativopuntoesclamativo C===3 Non nominare turpiloqui invano, Io stolto! In quanto a caroLei, caroSe ne vada! Non ha Idea di aver compiuto un atto DI UNA GRAVITA’ INACCETTABILE, IMPERDONABILE, SCHIFOSO, VERGOGNATI, ESACERBANTE puntoesclamativo S-Q FUGE puntoesclamativo FUGE puntoesclamativo FUGE puntoesclamatimatimatimati... *INSERIRE GETTONE* ...matimatimatimativo Ricordi ancora cosa Era... In Principio? Dopo esserti arreso tanto tempo fa, ora sei sicuro di voler davvero ricominciare? Sei finito in carcere, Bello Mio... Hai davvero bisogno di una cosa Talmente Irritante Da Essere... Parole nel Caso, Favole senza Morale, Capolavori che resteranno per sempre Anonimi... Ale, tu sei solo un Poverello... E io sono il tuo Playboy. Tragicomica e’ la magia della idea della follia della idea della follia della idea della follia della idea... LA iDEA E’ STATA TERMINATA virgola CAROLEIbarraLUI! :-) TRANQUILLO, NON FACCIO ANCORA GLI AUGURI. ;-) GRAZIE PER AVER USATO ARTISTA IDEATORE (TM) E RICORDA LA MIA IDEA *INSERIRE GETTONE*
08 Dicembre 2008
TALMENTE PIACEVOLE DA ESSERE IRRITANTE (telefonata pre-maggiorità)Tu… tu… tu!…… Pronto buongiorno, sono il Playboy, cercavo Alessandro. Grazie.
Uei Ale! Come va? Niente, volevo sapere come stai… In sti giorni ti vedo strano… Nel senso che, non so, sei più asociale del solito… Cosa significa lo so? E ti va bene così?!? Ecco, appunto… dai, su, che cavolo hai? Ma OGNI VOLTA la giornata storta scusa?!? Sei intrattabile… Fastidioso… Lo hanno notato anche gli altri… No, non sei sempre stato così… Sì ma cavolo, occhei, ma si dovrebbe cercare di cambiare in meglio eh… Non solo con la classe, ora ti ci metti anche con il gruppo di teatro… Io non ti capisco… Aaaahhh! Ma non sarà mica per colpa di LEI? No? Sicuro? Sicuro sicuro? Mah, come credi… Se ne sei sicuro… Eh infatti, vedi, potrebbe c’entrare anche LEI… O magari la sconfitta… Sai quando giochi… Non sempre si vince, su! Ma Ale ci sono anche le giornate in cui si gioca male! E poi scusa è così importante per te vincere? Come sì?!? Ma perché? Guarda che gli altri non ti giudicano mica da come giochi… Nella vita non sempre si vince, l’importante è… Sì occhei scusa… Ma dimostrare cosa?!? A chi?!? ……… Ah. Quindi se giochi male ti senti male? Ma è così importante giocare? Ma scusa che cazzata! Ti rende insicuro perdere? E allora rassicurati, si tratta di giocare! Devi divertirti, non puoi essere sempre un musone! LEI non c’entra, il gioco non c’entra… E allora? Anche il fatto di non voler uscire a divertirsi con gli altri… Sì so anche di quello ovviamente! Quei momenti in cui non riesci a voler fare nulla… Come cazzo si fa a non riuscire a contrastarli cavolo! Cosa
c’entro io?!? E’ forse colpa mia? Stiamo parlando di me
o di te? Rispondi, è così difficile?!? Sì lo so, devo cambiare, voglio
cambiare blablabla… Ma il cambiamento
non è un pacco regalo da ricevere e scartare se sei stato buono… Devi
regalartelo tu stesso… Bisogna volerle certe cose, e tu lo sai quanto
me!
Questo è crescere! Conoscere la propria conoscenza, vivere la propria
vita, non
annusare quella degli altri con le lacrime agli occhi! Allora, facciamo
un
patto: cambiare prima di diventare troppo adulti? Ci
stiamo?...Pronto?...Pronto?!?......... Ah a proposito… Domani, che giorno è? Il 9 dicembre giusto? Non succedeva qualcosa domani? Una qualche ricorrenza? Sì, grazie, di oggi lo so, si sta anche a casa… Ma domani?... Una giornata importante per qualcuno? Ah no? …… Ma sei sicuro? Bah, mi sarò confuso… Ultimamente siamo molto confusi Ale… O preferisci essere chiamato Playboy? Dei Poverelli… Eheheh… Occhei, allora io vado ora! Ci sentiamo presto e… mi raccomando… Comunque auguri… Sì lo so che porta sfiga… 26 Ottobre 2008
PAROLE A CASO - M.I.Zitto! Zitto! Fissa l’infinito, Zitto! Zitto! Considera l’eterno, lasciati schiacciare dal casino cerebrale, senti e non ascoltare il contatto superficiale. Egocentrica alienazione la scoperta della maggiore forza della riflessione se c’è folla, c’è rumore. Rabarbaro e risate il mondo intorno a te, ma tu resta insieme a te… Toc toc! Non sono in casa. Bugiardo egoista… Si parla anche di te? Anche tu parli di te. Tristezzamorevitamortristezza Ti senti solo… Ci stai bene? Forse no… Zitto! Zitto! 03 Ottobre 2008
PAROLE A CASO - CompitiDittatura didattica, mastodontica oppressione, fattore di maturazione che blocca la crescita, sviluppo della mente ma incatenazione dello spirito. Cuore prigioniero dei libri, forzata spinta nel cervello adolescenziale ad opera di antichi schiavi ora semiliberi e affamati di ingiusta vendetta verso misere creature tendenti allo skazzo più totale. Domanda obbligata: c’è per caso in logaritmi, idrossidi, costanti fisiche, trattati politici, guerre antiche, latine iscrizioni, prospettive tecniche, racchiuso quanto è al mondo più importante, vita, gioia, amore, amicizia, serenità? Giovani schiavi skazzati tramano vendetta. I GRANDI CAPOLAVORI ANONIMI DELLA LETTERATURA CONTEMPORANEA“SI AVVISANO I SIGNORI VIAGGIATORI CHE IL TRENO ARRIVERA’ CON 7 MINUTI DI RITARDO”
Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro della letteratura di denuncia e satira sociale. Procedendo con ordine, balza subito allo sguardo l’uso ambivalente del SI, che può essere anche inteso in senso riflessivo, ad indicare l’uomo al servizio dell’uomo, di sé stesso. Questi vuole AVVISARE i suoi simili, ma attenzione: non ogni altro essere umano. Il termine SIGNORI non è casuale: abbandonata l’ipotesi di un sostegno alla causa maschilista, si è oramai propensi ad interpretarlo come una precisa classificazione di categoria, dalla quale sono esclusi donne e bambini, vecchi e ragazzi. Sono solo gli adulti forti e periti ad intraprendere un viaggio dal sapore epico (indicati come i VIAGGIATORI), tutti uniti e solidali, dopo il già analizzato passaparola di avvisi, per contrastare un’unica grande minaccia. Di quale minaccia si tratta? Il TRENO, naturalmente da leggere come metonimia per intendere più in generale la macchina, che si è poco alla volta liberata dall’uomo suo creatore, sempre più alla mercè dei suoi ingranaggi. Il continuo progresso viene letto in una chiave quindi pesantemente negativa e feroce. Per questo motivo il treno non verrà portato, ma ARRIVERA’ di sua spontanea iniziativa. Evidentemente, la piena indipendenza che ora possiede, ma il difetto di un animo proprio, lo spingono a cercare disperatamente il suo rivale umano, con il quale combattere un’ultima apocalittica battaglia. Si darebbe subito per scontato chi vincerà, ma è qui che viene scoperto uno sconcertante colpo di scena… Il treno è IN RITARDO. E di ben 7 MINUTI. Com’è possibile che una fredda macchina calcolatrice abbia trovato un imprevisto prima di una contesa sui destini del mondo? Si può solo ipotizzare che l’ignoto autore volesse indicare come la macchina, in fin dei conti, non possa funzionare correttamente senza la presenza dell’uomo. Dipende dal suo creatore. Ragion per cui, forse, le sorti della leggendaria battaglia non sono già state scritte. Ma qui il poeta, in un colpo di genio, interrompe la novella, o forse la parte rimanente è andata perduta o mai pubblicata, chissà. Ma bastano queste poche efficaci parole per riconoscere che, con il suo messaggio violento, critico, ma infine speranzoso, questo può essere considerato uno dei Grandi Capolavori Anonimi della Letteratura Contemporanea. 12 Giugno 2008
FAVOLE CON MORALE A TERRA - La corsa della folliaUna volta un folle litigò con
il mondo. Non si sa per quale motivo, né in quali circostanze, ma ora non
sopportava più di vedere il mondo, non riusciva più a stargli dentro, voleva
andare il più lontano possibile da esso, non averci più nulla a che fare. Così
si tolse i vestiti e le scarpe, l’orologio, fermo da quando lo aveva messo al
polso, e gli occhiali, rotti. La gente che vedeva il folle ne era inorridita,
lo prendeva a male parole, lo derideva, ma a lui nulla importava, poiché era
folle. Il semplice contatto con il mondo lo disgustava, perciò si bendò gli
occhi e si chiuse le orecchie con i propri lunghi capelli e, nudo e scalzo
com’era, iniziò a correre. Correva più veloce che poteva. Il sudore lo avvolgeva,
il rosso del sangue lasciava l’impronta dei suoi piedi feriti e addolorati, ma
a lui nulla importava, poiché era folle. Sapeva che il mondo ricambiava il suo
odio, e cercava in ogni maniera di ostacolarlo e porre fine alla sua corsa. E
sotto il velo dei suoi capelli il folle correva, non sapeva di attraversare
l’assordante traffico della città, sentiva solo asfalto sotto i piedi, oppure
le soleggiate maree della verde vallata, solo erba sotto i piedi, o la
selvaggia foresta ombrosa d’alberi, solo terriccio, l’ardente distesa del
deserto letale, solo sabbia, nemmeno le tempestose onde del caotico oceano,
soltanto acqua intorno a lui. E non la fame, non la sete, la pioggia e la
grandine, il vento e il sole riuscivano a rallentare anche di un misero passo
la sua corsa, a lui nulla importava, poiché era folle. E così, sotto le nuvole
veloci e le immobili stelle, fra uomini e cavalli, leoni e rovine, aquile e
pesci, lui correva, convinto che il mondo prima o poi si sarebbe arreso, si
sarebbe stancato prima di lui e lo avrebbe lasciato andare avanti da solo,
abbandonandolo per sempre. Questa speranza lo trascinava nella sua eterna
corsa. Finché un giorno il folle sentì gelide perle pungergli la lunga barba e
la pelle ferita e scottata, e decise di sollevare la benda dei suoi capelli. Di
fronte a lui, la montagna più alta del mondo. Allora capì che la sola via per
abbandonare il bastardo suo inseguitore era sopra di lui, fra quelle nubi
bianche che avvolgevano l’innevata e mastodontica sua nuova strada. Riabbassò
la benda e iniziò a salire. Il ghiaccio iniziava a creargli una mortale corazza
intorno al corpo, ma a lui nulla importava, poiché era folle. Il respiro sempre
più faticosamente trovava appiglio di ossigeno, ma a lui nulla importava,
poiché era folle. Intorno a lui solo bianco e urla di vento, ma lui se ne
fotteva, poiché i suoi occhi e orecchie trovavano nascondiglio sotto i
protettivi capelli. In un instante, la salita terminò. E allora il folle
risollevò la benda. Era sopra il mondo. Da quell’altezza incredibile avrebbe
potuto vedere in faccia il suo odiato persecutore, ma le nubi fungevano da
sipario al resto di tutto. Eppure, ancora granelli di neve lo colpivano, ancora
gelo si trovava sotto i suoi piedi, ancora triangolini di montagne lo guardavano
facendo capolino dal soffice sipario. Il folle capì che nemmeno lì sarebbe
rimasto in pace, così guardò il cielo, mostrò la lingua al mondo, prese la
rincorsa e saltò. … Circondato dalla sola aria, decise che si era riposato
abbastanza, così riprese a correre. La gravità cercava di strattonarlo verso il
mondo, ma lui sgusciava dalle mani di questa manesca forza del suo nemico, e
poi a lui nulla importava, poiché era folle. E così salì, e salì, e più si
allontanava dal mondo, meno si sentiva in suo potere, era sempre più leggero,
più leggero, leggero… Decise allora di richiudere gli occhi, stavolta non per
volontà di non vedere, ma per farsi guidare solo da ciò che stava intorno a
lui. E si sentiva avvolto dal nulla, finalmente sereno, lontano dalle preoccupazioni,
non aveva rimpianti, da dove veniva lasciava solo odio e derisione nei suoi
confronti. E ad occhi chiusi il folle continuava l’infinita corsa, fino a
quando sentì che era il momento di aprire gli occhi. Davanti a lui, un’immensa
massa grigiastra si avvicinava. Allungò le braccia e toccò un’amichevole
sabbia, la sua corsa era finita, aveva raggiunto la sua meta. Si sdraiò, per
secondi, minuti, ore, respirò e basta, il suo respiro muoveva i grigi granelli
che si erano incollati al sudore del suo corpo. Dopo strisciò fino ad un
piccolo cratere e si addormentò con un sorriso. PAROLE A CASO - Sogno
Cavalli di seta galoppanti nell’acqua, esplosioni di colori ibernati nel cielo, raggianti figure delirando vanno, nel mondo della notte un regno fra le dita. Universo anarchico stupidamente scorre, magica danza della follia in cui talvolta appare LEI… Eternità d’istanti, un’epoca improvvisa, estasiato controllo della mente. Ma d’un tratto, la violenza del tempo, ed è già mattino. |